Momenti di Liberazione. Lydia Cottone. 28-29-30 Settembre 2013

By 29 ottobre 2013News

Evento Espositivo di Lydia Cottone  al PAN Palazzo Roccella per le celebrazioni delle

Quattro Giornate di Napoli:

Momenti di Liberazione

Vengono esposte tredici opere scultorie dell’Artista napoletana e internazionale Lydia Cottone realizzate tra gli anni settanta  e ottanta del secolo scorso, scelte perché tali opere ci sono apparse indicative di ricerca di autenticità e libertà  per occasione delle celebrazioni delle quattro giornate di Napoli

A tale scopo abbiamo ritenuto naturale titolare l’evento con le stesse parole che frequentemente Lydia adoperava per indicare il suo lavoro: “Momenti di Liberazione”.

Una mostra di opere che esprimono speranza, lavoro e tenacia, dove si assapora un carattere sensibile e deciso dell’artista con grande capacità di Visione che incoraggia alla vita, ancor più quando tutto  sembra negarla.

Abbiamo scelto opere che per grandezza e espressività testimoniano il desiderio di andare oltre.

Lydia cercava di andare oltre i limiti della materia e delle forme, a partire dal passato che dalla materia emerge attraversando la durezza della pietra e dei metalli per guardare oltre anche attraverso la visione che solo un semplice foro può offrire.

Semplice foro come punta di un iceberg di luce.

Superare la durezza della pietra e della vita con le mani e il cuore nudo e con tutto il resto di sé di cui si dispone, con uno sguardo oltre perché trascende, anche oltre la durezza del dolore e della sofferenza dei momenti della Liberazione, di ogni parto, di ogni liberazione.

Era difficile cercare la luce dopo l’olocausto di Kolyma e di Auschwitz, dopo che l’uomo era stato capace di tanto nei confronti del suo simile e del più debole e mentre il potere nazista era ancora vivo dopo decenni atroci.

Le sue opere sembrano essere animate dalla stessa forza e volontà di andare oltre, di volersi liberare da ogni ostacolo bloccante, di trovare un senso e un sentimento per la condizione umana attraverso la capacità di trascendere il reale senza ignorarlo. La stessa forza che ha animato i sentimenti e le azioni di donne, uomini, bambini e anziani che durante le quattro giornate sono stati più potenti dell’acciaio e del fuoco avverso.

Un accostamento di sentimenti ed emozioni che sembra avvicinare la pulsione artistica di Lydia col desiderio di nuova vita degli insorti, sentimenti che anche la stessa Lydia a parole testimoniava al marito quando provava forte umiliazione e vergogna nel sentirsi “essere umano simile a quelli che avevano attuato l’olocausto”.

Tutta la vita di Lydia ha testimoniato la sua sensibilità alla delicatezza, agli emarginati e anche attraverso il suo lavoro, attraverso la sua maestria ha ridato attenzione e privilegio ad oggetti della Natura a prima vista marginali, poveri  come pietre, metalli, legni, tessuti che, toccati dalla sua arte, ridisegnavano forme e senso, apertura e continuo rimando emotivo, nobilitando l’umiltà con l’attenzione rivolta alle ferite, al disagio, alla sofferenza e alla bellezza dell’armonia.

La mostra è stata curata e allestita grazie alla sensibilità dell’ assessore comunale Dott. Nino Daniele e dei suoi collaboratori e grazie ai volontari dell’Associazione Nemeton Onlus.

Presidente Associazione Nemeton Onlus

Prof.  Giuseppe Russo.

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